CONSIGLI….

MANUTENZIONE DEL MEZZO PRIMA DELLE VACANZE

Le gomme

Nonostante quanto la gomma ci “scriva”, infatti, non tutti sono in grado di verificare se la copertura ha subito dei danni. E’ affascinante vedere un gommista all’opera.

Nonostante tutta l’avanzatissima strumentazione di cui spesso dispone, per stabilire lo stato d’uso di una gomma, semplicemente, prima la guarda attentamente e poi la “carezza”! Si, perché è il tatto il senso più efficace per diagnosticare lo stato d’uso di uno pneumatico.

Se occorre cambiare una o più ruote, è bene cambiarle tutte: non costa tanto di più. Quante scarpe cambieremmo se una sola delle due fosse consumata? Con le gomme nuove, peraltro, in nostro “vecchio e caro camper” rinasce!

Cinghia di distribuzione
Gli intervalli previsti per la sostituzione della cinghia di distribuzione (da non confondere con le varie cinghie trapezoidali) sono specifici per ciascun motore.
Normalmente le case produttrici prevedono la sostituzione della cinghia ad intervalli che vanno dai 50 – 60 mila chilometri a 100.000 ed oltre.

Sostituire la cinghia costa veramente poco, nell’ordine delle 100.000-200.000 lire, dipende soprattutto dalla mono d’opera (il “pezzo” costa veramente poco), ma l’eventuale rottura comporta può causare un danno di alcuni milioni.
E’ il meccanico che fa il controllo. In primo luogo, perché lo sa fare, e poi perché l’ispezione prevede lo smontaggio del carter di protezione e di altri particolari.
In molte meccaniche, quando si è in grado di vedere la cinghia, significa che si è smontato tanto che conviene cambiarla: la maggior parte del lavoro è stato già fatto.

Freni
Il controllo va fatto dal meccanico. possibilmente non “ad occhio”.

Non lasciamoci ingannare dallo spessore dei pattini dei freni: se sono vecchi di alcuni anni o sono stati qualche volta affaticati (nei camper accade spesso), vanno senz’altro sostituiti perché molto probabilmente induriti.
Controllare anche l’escursione del freno a mano: deve essere compresa tra i tre ed i cinque “scatti”.

Almeno una volta ogni due anni il liquido dell’impianto frenante deve essere sostituito: col tempo la viscosità si altera, diventa più sensibile al calore e si “sporca”.

Impianto luci
Verificare l’efficienza di tutte le luci.

Batteria “motore” Controllare la data di fabbricazione, la carica e la densità dell’elettrolito.
Smontare e pulire bene con una spazzola di rame morbida le morsettiere della batteria (meglio comprare una spazzola specifica in un negozio di ricambi auto), cospargerle di grasso di vaselina e serrare bene.

Sostituire:olio motore, filtro olio, filtro gasolio, filtro aria; rabboccare il liquido servosterzo, liquido lava vetri.
Almeno una volta ogni due anni (meglio ogni anno) va sostituito totalmente il liquido dell’impianto di raffreddamento.
Verificare sul libretto di manutenzione se esistono, e dove sono, eventuali punti di ingrassaggio.
Controllare l’ingrassaggio dei giunti dell’albero di trasmissione sulle meccaniche Iveco.

Spazzole tergicristallo
Verificarne l’efficienza, se hanno più di due anni vanno sostituite.

Batteria “servizi” La manutenzione è identica a quella che va fatta alla batteria-motore.

Come già accennato in altra sezione, la vita della batteria dei servizi è breve, purtroppo.
L’esperienza suggerisce di sostituire frequentemente la batteria, soprattutto se il camper è dotato di frigo a compressore. Questo, infatti, se la batteria non è efficiente,
“va in blocco” e ci rovina la vacanza.
Controlliamo che a motore in moto la spia di carica della batteria si accesa. Facciamo la stessa prova anche con alimentazione a 220 V. Se non funziona controlliamo il relativo relais.
Se abbiamo dei dubbi, rivolgiamoci ad un’officina specializzata.
Assicuriamoci, inoltre che il cavo per allacciarsi alla rete sia in perfetta efficienza. Con un spray pulisci contatti puliamo accuratamente la “presa” in cui va innestato il cavo. E’ una presa esposta alle intemperie e spesso i contatti sono ossidati.
Pompa e impianto acqua La pompa dell’acqua, e tutto il circuito, è tra gli impianti poco ispezionati. Un po’ perché l’impianto è, per molti tratti, nascosto, un po’ perché è sicuramente faticoso ispezionarlo e pulirlo.
Partiamo dai serbatoi.
Raramente questi restano vuoti. Anche quando pensiamo di averli svuotati completamente, resta sempre qualche centimetro d’acqua che non può ad uscire dall’apposito scarico per la manutenzione.
Per provvedere alla pulizia dei serbatoi delle acque chiare, bisogna
svitare il grosso tappo d’ispezione (è stretto fortemente e difficilmente si riesce a svitarlo a mani nude.
Il metodo migliore è di arrotolarvi una cinghia di cuoio come un cappio (la cintura dei pantaloni è perfetta) e svitare.
Ad operazione ultimata va richiuso serrandolo forte, onde evitare perdite quando si è in movimento.
Per pulire il serbatoio usare la minima quantità indispensabile di detergente, per fare meno schiuma possibile.
Se necessario, usare un disinfettante a base di cloro.
Attenersi assolutamente alle dosi consigliate! Se si eccede nella quantità di cloro il serbatoio assume un odore caratteristico che non va più via!
Risciacquare più volte il serbatoio, per eliminare ogni traccia di detergente e di odore.
Fatto questo, prima di pensare alla pompa, passiamo all’ispezione dei tubi. Occorre aver riempito il serbatoio e messo in pressione l’impianto.
Generalmente i tubi sono in gomma trasparente, proprio perché li si possa ispezionare a vista.
Se dovessero apparire sporchi internamente (non è raro che nei gomiti si creino formazioni di alghe) vanno sostituiti: è meno faticoso che lavarli ed il risultato è certo.
Chi ha una qualche dimestichezza con gli attrezzi può anche provare a sostituirli da solo. Sappia però che può incontrare delle difficoltà, anche grandi, nello smontaggio degli arredi che coprono i tubi.
Il mio consiglio, quindi, è di affidarsi ad un’officina specializzata. Ispezionando i tubi, controlliamo che non vi siano perdite dalle giunture.
Il controllo generico della pompa non presenta molte difficoltà.
Dopo essersi assicurati che l’impianto è “a tenuta” (nessuna perdita, anche lieve, e rubinetti perfettamente chiusi), la pompa, dopo che ha messo in pressione l’impianto, deve rimanere sempre ferma, a meno che non si apra qualche rubinetto.
In tal caso deve partire quasi contemporaneamente al prelievo dell’acqua e deve arrestarsi immediatamente dopo.
Se si sente che la pompa gira ogni tanto, anche con i rubinetti chiusi o se fatica a mettere in pressione l’impianto, c’è qualcosa che non funziona.
Potrebbe trattarsi d’una lievissima perdita, un rubinetto che non chiude bene o anche che le membrane della pompa siano usurate.
In tal caso il consiglio è sempre quello dell’officina specializzata.
Chi vuole fare da solo può anche provare. Tenga conto però che la sostituzione di tutta la pompa è molto più semplice della sostituzione delle sole membrane.

Tenuta serbatoi di raccolta (valvole a saracinesca)
Per assicurarsi che non vi siano perdite, si può passare un foglio di carta da cucina all’interno del bocchettone di scarico (ovviamente a serbatoio pieno e saracinesca chiusa). Se rimane asciutto va tutto bene, altrimenti… officina.
Purtroppo le valvole a saracinesca non sono riparabili, occorre sostituirle.
Pulizia camino e bruciatore frigo trivalente
Dopo aver smontato le griglie di aerazione del frigo trivalente, svitare anche il camino, che è posto accanto alla griglia superiore, se non integrato in essa.
Pulire bene la canna fumaria, aiutandosi anche con uno scovolino, come quelli per le bottiglie. Si può anche usare un pezzo di stoffa legato all’estremità di un filo di ferro flessibile.
Ad operazione ultimata soffiare bene, ma non molto violentemente, all’interno della canna fumaria dell’aria compressa.

Il bruciatore va spazzolato con molta cura, anche smontando la piccola griglia che lo ricopre.
Non tentare di pulire l’ugello del bruciatore con fili metallici, aghi o cose simili. Si corre il rischio di danneggiarlo e compromettere l’efficienza del frigo.
Prima di rimontare il tutto, pulire bene le griglie di aerazione.
Nel montaggio, ripristinare le eventuali guarnizioni in silicone.

Pulizia stufa e sostituzione pila di accensione
Anche se ci accingiamo alle vacanze estive, controlliamo l’efficienza della stufa (potremmo sempre andare in montagna…).

Smontiamo la carrozzeria (è a scatto) spolveriamo bene l’interno. C’è da vergognarsi per la quantità di polvere che si accumula all’interno della stufa. Purtroppo è inevitabile. Va rimossa con cura. Altrimenti, quando si accende la stufa dopo un periodo di inattività si avverte un odore caratteristico e spesso insopportabile.

Andrebbe pulito anche il bruciatore, ma l’operazione è abbastanza complessa, soprattutto nella fase di montaggio: bisogna essere ben certi che non resti la minima perdita di gas combusti nell’abitacolo. Meglio rivolgersi ad un’officina.
Se la stufa ha il piezoelettrico, sostituire la batteria.

Controllo apertura oblò e vetri
Controlliamo che tutte le guarnizioni siano ben pulite e se occorre laviamole. Successivamente, è bene trattarle con un prodotto specifico per guarnizioni che le conserva sempre morbide ed efficienti.
Puliamo altrettanto bene i vetri laterali, ed in particolare i braccetti di sostegno.
Si possono lubrificare con pasta di vaselina.

scelta del tipo di batteria

batteria

1°: scelta del tipo di batteria da montare;

2°: corretto dimensionamento, in funzione delle utenze;

3°: procedure di carica e manutenzione richiesta.

 

1°. Scelta del tipo di batteria

In un camper sono presenti due distinti tipi di batterie: la batteria per avviare il motore e quella (in alcuni casi è più d’una) per i servizi di bordo. Si tratta di batterie molto diverse, sia per costruzione sia per prestazioni.
La batteria d’avviamento serve, come dice il nome, ad avviare il motore. La scelta di una batteria di questo tipo dipende da come e quanto si prevede di utilizzare il camper. Se ad esempio il camper rimarrà fermo durante lunghi intervalli di tempo, la batteria può soggetta ad autoscarica e solfatazione. È quindi consigliabile, a meno di un utilizzo frequente del camper, scegliere batterie che grazie a tecnologie costruttive particolari (griglie in lega Piombo/calcio) mantengono più a lungo la carica.
Questo implica una spesa iniziale maggiore che si traduce però in un risparmio certo nel tempo grazie alla minore frequenza di sostituzione.
Per quei camperisti che parcheggiano il loro camper in montagna durante le vacanze invernali è consigliata l’installazione di batterie ad altissimo spunto, che mettono a disposizione correnti importanti anche in condizioni climatiche molto severe.
Le batterie per i servizi di bordo devono rispondere alla richiesta di corrente di tutti gli accessori presenti sul camper. In funzione di come è equipaggiato e da come è usato, gli assorbimenti possono essere minimi o superare anche 30/40 Ampere.
Occorre subito precisare che la batteria per i servizi di bordo caratteristiche costruttive diverse da quella per l’avviamento motore. Impiega leghe diverse per le griglie e le piastre sono formate con miscele chimiche appositamente studiate.
Sul mercato sono disponibili batterie per i servizi di bordo in tre tipologie differenti:

  • quelle tradizionali, Piombo/Acido con elettrolito allo stato liquido;
  • quelle sigillate, senza manutenzione ad acido assorbito;
  • quelle al GEL, sigillate, senza manutenzione, con l’elettrolito allo stato di gel.

I modelli sigillati hanno indubbi vantaggi. Primi tra tutti il fatto che sono senza manutenzione ed esenti da emissioni di vapori d’acido quando sono in carica. L’installazione però presuppone particolare attenzione al metodo e ai parametri di carica, che devono seguire procedure adatte a non danneggiare rapidamente e irrimediabilmente queste batterie.

2°. Corretto dimensionamento
Il corretto dimensionamento della batteria dei servizi è un punto essenziale per un sereno utilizzo del mezzo. I camper escono dalla fabbrica con una dotazione sia di batterie sia di accessori standard, adatte a clienti “standard” che utilizzano il camper in maniera “standard”. Pochi però utilizzano il camper in maniera “standard”: alcuni clienti arricchiscono l’equipaggiamento originale, altri usano il camper lontano dai campeggi organizzati, altri lo parcheggiano per tutto il periodo invernale in montagna, altri in luoghi molto caldi, ecc.
Insomma, ogni camperista ha le sue “caratteristiche” e la batteria deve andare incontro alla sue particolari esigenze. Spesso i clienti lamentano basse autonomie, durate limitate, odori acidi all’interno del camper, ecc. In MGF cerchiamo di affrontare il problema con il cliente: vogliamo capire cosa si aspetta e come usa il camper, poi esaminando l’equipaggiamento esistente e tutto l’impianto elettrico, a partire dai cablaggi. E una volta calcolato il dimensionamento della batteria necessaria, consigliamo al cliente il tipo di impianto ed infine la batteria giusta da installare.
Il punto di partenza è sempre l’esame dell’equipaggiamento del camper, per il quale compiliamo insieme al cliente una tabella indicando per ciascun accessorio l’assorbimento e i tempi di utilizzo effettivo.
A titolo esemplificativo, riportiamo di seguito due esempi relativi ai consumi di un camper usato durante il periodo invernale e durante il periodo estivo.

3°. Procedure di carica e manutenzione
Una carica completa e corretta è l’elemento essenziale per le migliori performance di una batteria. Mentre la batteria d’avviamento, difficilmente viene scaricata a fondo ed utilizza ad ogni avviamento una modesta percentuale della propria capacità, la batteria dei servizi di bordo è sottoposta a severi cicli di scarica. Se quindi non è mai un problema riportare a piena carica la batteria d’avviamento, per la batteria dei servizi il procedimento è più complesso, soprattutto se è posta in parallelo con la batteria di avviamento.
Sui camper la carica delle batterie viene normalmente effettuata nei seguenti modi:

  • con l’alternatore, quando il motore è in moto. Si caricano in parallelo sia la batteria d’avviamento sia quella dei servizi. Ma mentre la batteria d’avviamento si carica rapidamente, quella dei servizi, generalmente più scarica, ci mette più tempo e, a meno di usare un ripartitore di carica, raggiunge una livello di carica quasi sempre non completo, anche viaggiando e mantenendo il motore acceso per molte ore.
  • con i pannelli solari, che agiscono generalmente solo sulle batterie dei servizi di bordo, e che costituiscono un valido elemento complementare agli altri sistemi di carica presenti sul camper.
  • con il carica batteria ausiliario. Anch’esso agisce sulle batterie dei servizi. I camper moderni sono dotati di apparecchi sofisticati: elettronici e completamente automatici. Alcuni modelli sono anche regolabili in funzione del tipo di batteria: Piombo/acido con elettrolito liquido, ad acido assorbito e al GEL. Chi fa campeggio libero può collegare il carica batterie ad un piccolo generatore ausiliario. Chi invece si ferma in campeggio, può attaccarlo alle prese di corrente esterne. È importante sottolineare che un carica batteria adatto permette di ottenere le massime performance dalla batteria e di preservare quest’ultima da danneggiamenti precoci. Noi della MGF consigliamo di usare sul vostro camper un apparecchio elettronico ed automatico.
  • Quando lasciate il camper fermo per un lungo periodo (rimessaggio) staccate un polo di ciascuna batteria: questo eviterà che le batterie si possano scaricare a causa di assorbimenti non previsti e dovuti a malfunzionamento dell’impianto elettrico. Sono anche in commercio dei piccoli dispositivi, comandati da chiavi, che agiscono da stacca-batterie,
  • Controllate il livello del liquido delle batterie una volta al mese: se è basso operate un rabbocco iniziale con acqua distillata. Quindi verificate il livello quando le batterie sono state completamente caricate ed eventualmente aggiungete un poco di acqua distillata in modo che gli elementi interni siano coperti. Ricordate di non aggiungere mai acido solforico: il rabbocco delle batterie va fatto sempre e solo con acqua distillata. Durante la fase carica si producono delle miscele gassose potenzialmente esplosive: tenete quindi distanti dalla batteria scintille o fiamme libere (es. accendini, sigarette,…). È infine indispensabile che le batterie vengano caricate in ambienti con circolazione d’aria (a meno di usare i modelli sigillati ad acido assorbito o la GEL),
  • Mantenete le batterie asciutte e pulite, in particolare in corrispondenza dei poli, che dovete verificare essere ben collegati ai morsetti, e possibilmente coperti da un velo di vaselina. Controllate che i tappi siano chiusi e che non vi sia alcuna perdita di liquido,
  • Quando il camper rimane fermo per un lungo periodo (rimessaggio), caricate le batterie, in particolare quelle dei servizi, almeno una volta ogni due mesi.

 

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